PRAL NEGATIVO
Il PRAL negativo (Potential Renal Acid Load, ovvero Carico Acido Renale Potenziale) indica che un alimento ha un effetto alcalinizzante sull'organismo. Il PRAL misura il potenziale di un alimento di aumentare o ridurre l'acidità del corpo in base ai nutrienti che contiene, in particolare proteine, fosforo, calcio, magnesio e potassio.
Come funziona il PRAL?
Gli alimenti con PRAL positivo (acidogeni) tendono a liberare più ioni idrogeno (H⁺) nel metabolismo, aumentando l'acidità del sangue e dell'urina. Gli alimenti con PRAL negativo (alcalinizzanti) forniscono minerali che neutralizzano gli acidi e aiutano a mantenere l’equilibrio acido-base.
Come aiuta a contrastare l'acidosi?
Un'elevata assunzione di cibi acidogeni (carne, latticini, cereali raffinati) può portare a una spinta acidogena, ovvero una leggera acidosi metabolica cronica, che può favorire:
- Perdita di calcio dalle ossa
- Stress sui reni
- Infiammazione e affaticamento
Consumare alimenti con PRAL negativo (frutta, verdura, mandorle, patate) aiuta a contrastare questa spinta acidogena, bilanciando il pH corporeo e favorendo un metabolismo più efficiente.
Esempi di PRAL negativo
- Spinaci: -14.0
- Banane: -5.5
- Mandorle: -2.3
- Patate: -4.0
- Integrare cibi alcalinizzanti nella dieta può quindi sostenere l’equilibrio acido-base e il benessere generale!
Pral e alimentazione coerente con la salute
L'alimentazione coerente con la salute non utilizza solo le calorie del cibo ma, soprattutto, viene valutata tramite il carico glicemico e il PRAL degli alimenti assunti. Il Pral consente di valutare la capacità di un alimento di influenzare il metabolismo verso acidità o alcalinità.
Perché mangiare alimenti a PRAL Negativo (a valenza alcalinizzante) quando lo stomaco è ACIDO?
In primo luogo, perché tutti noi vediamo il nostro stomaco come un organo contenente solo acido in attesa che cibi e bevande finiscano dentro e scivolino via. Questo è vero, ma è vero solo a metà… In secondo luogo, per confondere le acque, c’è un’intera industria di persone che amano perpetuare il mito secondo il quale mangiare alcalino è inutile… in base alla logica che lo stomaco produce acido cloridrico.
La prima cosa da notare è questa: lo stomaco non è solo una grande sacca di acido, in cui vengono immessi cibo e bevande, ma esso produce acido cloridrico (HCl) su richiesta e, quando lo fa, crea anche bicarbonato di sodio.
Questi due – HCl e bicarbonato di sodio sono prodotti in base a ciò che si mangia o si beve. Il pH dello stomaco è sempre 4, quindi il suo processo di regolazione si basa su questo valore.
Quando viene assunto cibo alcalino, il pH dello stomaco sale e il corpo in risposta produce più HCl (e questo acido in più è una buona cosa – continua a leggere) – poiché il pH dello stomaco deve rimanere intorno al pH 4.
Anche se l’HCl è un acido molto forte, è un acido benefico con un ruolo molto importante; ma è un ruolo acido che è limitato allo stomaco. Più alimenti alcalini mangi , più HCl viene prodotto. Più gli alimenti sono alcalini, più acido viene prodotto.
Ricorda, quando il corpo produce HCl crea anche bicarbonato di sodio. L’HCl rimane nello stomaco mentre il bicarbonato di sodio viene trasportato all'interno del flusso sanguigno per essere consegnato ad altri organi digestivi come il fegato e il pancreas.
Inoltre il fegato produce la bile e il pancreas produce il succo pancreatico, che contiene enzimi e bicarbonato di sodio. Di nuovo, più HCl viene prodotto, più bicarbonato viene prodotto.
(Tieni presente anche che gli alimenti a Pral Negativo a valenza alcalinizzante, neutralizzano anche l’eventuale eccesso di HCl nello stomaco, quindi non si accumula – ecco perché gli alimenti a PRAL Negativo a valenza alcalinizzante portano molteplici benefici alle persone che soffrono di reflusso gastrico). Il fatto che si produca più bicarbonato è importante.
Il bicarbonato di sodio (così come il potassio) agisce come tampone acido nel corpo.
Dopo che il cibo nello stomaco è stato digerito, viaggia nell’intestino tenue. A questo punto SE NON si é CONSUMATO ABBASTANZA cibo ALCALINO O ACQUA, E NON C’È SUFFICIENTE PRODUZIONE DI BICARBONATO DI SODIO, LA PARETE INTESTINALE verrà inevitabilmente danneggiata o irritata.
Cosa fare: Mangiare cibi alcalini --> Tanto HCl prodotto per la funzione digestiva nello stomaco --> MAGGIORE bicarbonato di sodio prodotto ANCHE per la funzione digestiva.
Questo è il motivo per cui gli alimenti alcalini sono alimenti SANI.
I cibi acidi sono cibi MAL SANI come ad esempio zucchero, grassi trans, fast food, cibi raffinati, e così via.
In breve (!) – una dieta acida provoca direttamente bassi livelli di Hcl nello stomaco, non viceversa .
IL PRAL (potenziale di acidosi renale) esprime il potere alcalinizzante o acidificante di un alimento. Un alimentazione eccessivamente acida impatta negativamente sulla matrice ossea con conseguente perdita di minerali, poichè il fosfato contenuto nelle ossa è il principale tampone che il nostro organismo ha per tamponare l' effetto di acidosi indotta dagli alimenti.
A causa di un eccesso di produzione di acido, nell' organismo si attivano i sistemi tampone che diventano determinanti nel processo di perdita di densità ossea (osteoporosi), di perdita della massa muscolare (sarcopenia) e anche nella formazione di calcoli renali.
Fibre alimentari: cosa sono e perché sono importanti per il nostro organismo
Una dieta bilanciata è indispensabile per garantire il benessere del nostro organismo.
Un regime alimentare equilibrato, oltre a tutti i nutrienti necessari, deve comprendere anche il giusto apporto di fibre, elementi fondamentali per il corretto funzionamento dell’intestino.
Ma cosa sono esattamente le fibre alimentari? Perchè sono così importanti e quali vantaggi apportano?
Le fibre sono delle sostanze presenti in molti alimenti di origine vegetale e hanno una struttura tale che non vengono assorbite dall’apparato digerente dell’essere umano.
Non essendo digeribili, sono considerate a-nutrienti, cioè non forniscono alcun contributo nutritivo all’organismo ma sono indispensabili per l’attività intestinale e aiutano a combattere numerosi disturbi e patologie gastrointestinali.
Scopriamo meglio come funzionano le fibre, e quali sono tutti i vantaggi della loro corretta assunzione.
In base alla loro struttura, possono essere distinte in due categorie: solubili e insolubili.
Fibre alimentari solubili
Come suggerisce il nome, le fibre solubili sono in grado di sciogliersi in acqua e assumono la forma di sostanza gelatinosa e viscosa.
Se per il nostro organismo non sono digeribili, costituiscono invece un’ottima fonte di sostentamento per la flora batterica che popola il nostro intestino e che lo protegge dalle infezioni, per questo motivo le fibre sono anche definite prebiotiche.
La fibra solubile contribuisce ad aumentare il senso di sazietà perchè, essendo viscosa, rallenta il transito intestinale dei cibi, inducendoci a mangiare di meno. Questo permette di introdurre meno calorie ed evitare gli attacchi di fame, soprattutto in chi si sta sottoponendo ad un regime ipocalorico.
Inoltre, è in grado di limitare l’assorbimento di grassi e zuccheri, quindi è un buon alleato per regimi alimentari finalizzati al dimagrimento.
Fibre alimentari solubili
Come suggerisce il nome, le fibre solubili sono in grado di sciogliersi in acqua e assumono la forma di sostanza gelatinosa e viscosa.
Se per il nostro organismo non sono digeribili, costituiscono invece un’ottima fonte di sostentamento per la flora batterica che popola il nostro intestino e che lo protegge dalle infezioni, per questo motivo le fibre sono anche definite prebiotiche.
La fibra solubile contribuisce ad aumentare il senso di sazietà perchè, essendo viscosa, rallenta il transito intestinale dei cibi, inducendoci a mangiare di meno. Questo permette di introdurre meno calorie ed evitare gli attacchi di fame, soprattutto in chi si sta sottoponendo ad un regime ipocalorico.
Inoltre, è in grado di limitare l’assorbimento di grassi e zuccheri, quindi è un buon alleato per regimi alimentari finalizzati al dimagrimento.
Fibre alimentari insolubili
Le fibre insolubili, invece, non sono in grado di sciogliersi nell’acqua ma piuttosto la assorbono, aumentando di volume.
Quando si trovano nell’intestino aumentano il volume delle feci, che vengono ammorbidite dall’acqua, stimolando la peristalsi intestinale e facilitando l'evacuazione.
Ciò non solo aiuta la regolarità intestinale, ma impedisce anche che le tossine contenute nelle feci vengano assorbite dall’organismo a causa di un’eccessiva permanenza nel colon, aiutando a scongiurare infezioni e disturbi ben più gravi. Al tempo stesso, interferendo con l’assimilazione di lipidi e glucidi, le fibre aiutano a tenere sotto controllo disturbi come la glicemia, il diabete, il colesterolo alto e la coronaropatia.
Alcune fibre solubili, inoltre, subiscono un processo di fermentazione una volta giunte nello stomaco. Ciò favorisce la proliferazione e lo sviluppo della flora batterica intestinale, cioè di quei batteri “buoni” che garantiscono la salute del nostro intestino e agiscono contro le infezioni.
Come assumere le fibre e in che quantità?
Il modo migliore per introdurre le fibre nell’organismo è attraverso l’alimentazione, optando per un regime alimentare salutare e bilanciato. Ogni volta che mangi i prodotti Nutrirsi, hai l'opportunità di migliorare la tua dieta, ed è il modo più semplice per ottenere la dose giornaliera di fibre di cui il nostro corpo ha bisogno per la digestione e un cuore sano. Secondo gli esperti, il fabbisogno giornaliero di fibre per un individuo adulto corrisponde a 30 grammi, ma questo valore può variare in base alla corporatura, al peso e alle necessità specifiche di ognuno.
- Favorisce una migliore digestione
- Abbassa i livelli di colesterolo nel sangue
- Aiuta a controllare i livelli di zucchero nel sangue
- Aiuta nella perdita di peso